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I CANALI DI BOLOGNA.

I canali d'acqua bolognesi

Bologna pur non essendo attraversata da un fiume importante (come il Tevere per Roma o l'Arno per Firenze) e' sempre stata una citta' particolarmente ricca d'acqua. Merito del Reno, del Savena e del Navile capaci comunque di fare arrivare sia acqua potabile che forza motrice.

Nel 1185 i RAMISANI (un gruppo di mugnai di Casalecchio di Reno) misero in azione delle chiuse costituendo dei canali in grado di incanalare acqua verso la citta'.

Uno di questi canali che fu realizzato a partire dal 1208 portava l'acqua da via del Porto a Malalbergo e questo consentiva un fondamentale trasporto delle merci che potevano via Ferrara e Venezia collegare Bologna al Mare e al Medio Oriente.

La citta' era prospera di traffici di seta e di prodotti agricoli; le barche venivano trainate da cavalli che in questo modo rendevano molto di piu' che col traino su ruote.

Importanti i canali Moline e Cavaticcio (via Riva Reno) che portavano via le acque di scolo, portavano acqua potabile, facevano funzionare i mulini e le concerie. D'altra parte bisogna sempre ricordare che l'acqua era l'unica enegia motrice nell'epoca preindustriale.

Verso meta' del 1500 fu realizzato il Porto Navile all'interno delle mura: i lavori furono progettati dal Vignola che fece piazzare la nuova darsena all'incirca dove ora sorge Porta Lame.

Il canale rimase regolarmente navigabile fino agli anni venti, quindi fu decentrato a Corticella e infine a Castelmaggiore.